In occasione della Giornata Mondiale dell’osteoporosi, che si celebra il 20 ottobre di ogni anno, colgo l’occasione per sensibilizzare sul tema della salute delle ossa. L’osteoporosi è da considerare una malattia e non una inevitabile espressione del semplice e normale invecchiamento.
Medicina
Quando pensiamo alla sanità contemporanea, immaginiamo tecnologie d’avanguardia, percorsi diagnostici sofisticati, specializzazioni sempre più puntuali .
Con il termine “cefalea” si indica in modo generico qualsiasi manifestazione dolorosa che interessi la zona cranio-facciale e cervicale, e quindi include una vasta gamma di disturbi e mal di testa, dai più lievi ai più gravi e persistenti. È un disturbo molto diffuso, tantè che a soffrirne è il 52% della popolazione mondiale; la fascia adula più vulnerabile è quella compresa tra 20 e 50 anni, ma può comunque interessare ogni età.
Il fattore della comunicazione in medicina e nel campo della sanità ha un ruolo rilevante, considerando la molteplicità degli elementi umani, tecnologici, organizzativi e gestionali, nel quale la relazione tra professionisti e pazienti in ogni setting assistenziale e di cura, è un fattore sostanziale. Comunicare non è informare, ma cercare di entrare nella sfera cognitiva dell’altro, per arrivare basta definire il percorso migliore sulla base del rispetto dell’altro, della conoscenza e della carica emozionale di chi deve essere informato e curato.

