Varicocele nella infertilità: trattare o no?

Quello del varicocele è uno degli argomenti più controversi dell’area della infertilità maschile, anche se dovremmo sempre più parlare di infertilità di coppia piuttosto che di fertilità in compartimenti stagni. E comunque, molti non urologi, specialisti della infertilità, sono scettici in merito al ruolo del varicocele o della varicocelectomia, cioè la correzione del varicocele, nel trattamento della infertilità maschile. Al contrario, molti tra i miei colleghi urologi sono “entusiasti” in merito alla necessità di un trattamento della anomalia. Coloro che si occupano di riproduzione assistita (PMA) vedono da parte loro il trattamento del varicocele come un ritardo ed un ostacolo al successo della PMA stessa nel caso in cui il varicocele venga diagnosticato “tardi” nell’uomo e la donna abbia già una ridotta riserva ovarica. Trattare il varicocele e attenderne i benefici viene visto da questi colleghi come una perdita di tempo. Andiamo allora a fare chiarezza soprattutto per coloro che, profani dell’argomento, debbano prendere una decisione o consigliare un atteggiamento terapeutico in caso di diagnosi di varicocele. In poche parole chi può beneficiare del trattamento del varicocele in modo da rendere reversibili i danni al testicolo derivanti dal varicocele e come sviluppare strategie di prevenzione dello sviluppo di anormalità dei parametri seminali?

Fisioterapia strumentale: nuovi orizzonti di applicazione

La fisioterapia classica, detta neuromuscoloscheletrica, trova la sua espressione in specifiche manipolazioni manuali associate a ginnastica di recupero, così la figura del fisioterapista èsolitamente identificata con levirtù che risiedono nelle sue mani.

Questo è sicuramente riconosciuto se parliamo di disturbi di tipo funzionale (contratture, gonfiori o irrigidimenti da stress), ma quando abbiamo a che fare con una lesione strutturale, un’infiammazione,u neventotraumatico o un cedimento degenerativo, l’efficacia del massaggio, della manipolazione o della ginnastica diventa molto limitata, per non parlare dei casi di disfunzioni dell’apparato respiratorio, circolatorio o digerente.

Pap test, a cosa serve e quando farlo

Il Pap test è un esame diagnostico utilizzato per la prevenzione del tumore del collo dell’utero (cervice uterina). Il suo nome deriva dal cognome del medico – Georgios Papanicolaou – che lo inventò e lo propose alla classe medica negli anni Quaranta. Consiste in un prelievo di cellule dal collo dell’utero e dal canale cervicale. È indicato nelle donne sane come test di screening. Andrebbe eseguito regolarmenteogni 1-3 anni a partire dall’inizio dell’attività sessuale o almeno entro 3 anni dal primo rapporto.

OTI, non solo applicazioni terapeutiche

L'ossigeno terapia iperbarica si sta sempre più aprendo verso importanti orizzonti applicativi anche incampo non medico. Infatti è risaputo da tempo che molti sportivi di diverse discipline e categoriene fanno un uso costante, sia per il miglioramento delle performance, sia per velocizzare enormemente i tempi di recupero in seguito ad infortuni o lesioni. L’Organizzazione Mondiale della Sanità(OMS) definisce la Ossigenoterapia Iperbarica: “una terapia sistemica che sfrutta la solubilità fisica dell’ossigeno in pressione”. Questo vuol dire che si riescono a raggiungere concentrazioni elevatissime di ossigeno disciolto nel sangue, fungendo così da vero e proprio farmaco in quei tessuti o organi dove ce n’è necessità. Il potentissimo potere terapeutico dell’ossigeno non si limita a questo, riesce infatti a couadivare il nostro organismo in moltissime sue funzioni metaboliche di vitale importanza. Da qui si può capire che l’intero organismo ne trae enormi benefici per moltissime funzioni e aspetti, in dettaglio l’ossigenoterapia aiuta nel: