Editoriale

Cari lettori,
si riprende con le aperture delle palestre, dopo un lungo lockdown che ci ha bloccati, isolati e fermati, come l’etimologia della parola rivela.

Le limitazioni della nostra libertà di movimento e di azione, da oltre un anno, hanno “telematizzato” e “digitalizzato” quasi tutto, obbligandoci a modificare le nostre attività di vita tra cui lavoro, studio e rapporti interpersonali, ridotti ad una bidimensionalità, mancando la presenza fisica dell’altro, aspetto fondamentale della relazione umana.

Tuttavia non sembra destare importanza l’aumento dei decessi per le altre malattie, come pure l’affacciarsi in grande numero delle nuove povertà in un contesto economico arrivato ad un punto di non ritorno, dove i giovani e gli anziani sono le categorie più colpite 9 da un punto di vista psicologico. Le ricerche scientifiche internazionali evidenziano, infatti, i notevoli danni neurologici sulla salute mentale di adolescenti e ragazzi, come pure il considerevole aumento delle sindromi depressive nelle fasce anziane.

Solitamente si tende a ritenere che sia l’assunzione di sostanze stupefacenti a determinare danni anatomici. Ricordiamo che l’esposizione eccessiva allo schermo non è da meno. Le nuove dipendenze on-line sono la nuova emergenza sociale. Dopo ore di didattica a distanza i giovani ragazzi hanno trascorso il tempo con gli amici sui social, aspettando la cena a colpi di Playstation e Neflix. Numerose evidenze scientifiche hanno mostrato che vivere la quotidianità attraverso lo schermo, porta a manifestazioni di perdita di memoria e di attenzione, oltre che ad un inevitabile impoverimento del vocabolario, ridotto spesso alle sole parole usate per la messaggistica.

Allo stesso modo i danni mentali dello smart-working sugli adulti non sono da meno: aumentano le sindromi di “burn-out”, letteralmente bruciati dallo schermo, esausti fino alla depressione. Ecco dunque che saper dosare lo smart-working potrebbe essere un atteggiamento di gran lunga lungimirante.

C’è una domanda che mi continua a tormentare in tutta questa vicenda: il Comitato Tecnico Scientifico e coloro che ci governano tengono realmente conto di queste gravi complicanze derivanti dalle limitazioni e misure restrittive per combattere un virus o ci stanno chiedendo un sacrificio non commisurato?

Ritengo che la bella stagione debba essere il trampolino di lancio per un ritorno alla normalità, alle uscite a contatto con la natura, che è una delle poche cose di questo mondo che realmente favorisce il benessere e aumenta le difese immunitarie, oltreché fornirci quell’importante pizzico di buon umore e ottimismo. In definitiva dobbiamo ritornare alla vita, allo sport, alle uscite con la vicinanza dei nostri cari e amici, più propensi alla nostra salute rispetto a chi dalla scrivania, in modo asettico, detta normative spesso contraddittorie e lontano da logiche di benessere.

In questo ottavo anno di edizione, Elixyr si è completamente rinnovato nella grafica, senza perdere la mission di partenza. I nostri articoli, scritti da professionisti del settore, hanno lo scopo di approfondire e informare, senza tralasciare consigli e suggerimenti utili in chiave di benessere.

Proprio per questo desidero ringraziare i nostri lettori che ci seguono sempre più numerosi, insieme ai collaboratori e partners, che con il loro sostegno tangibile, contribuiscono al nostro progetto editoriale. Buona lettura.

Buona lettura

dr. Alberto Gagliardi

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