L’Ossigeno-Ozono Terapia

Lossigeno-ozono terapia non è più una pratica di nicchia, ma una realtà clinica consolidata che sta rivoluzionando l’approccio a numerose patologie, in particolare quelle del sistema muscolo-scheletrico.
Sostenuta da solide prove scientifiche, corsi universitari e una crescente approvazione istituzionale, questa metodica si pone oggi come un’alternativa efficace e sicura a interventi ben più invasivi.

L’ozono (O3) è una forma instabile dell’ossigeno.
Quando introdotto nel corpo in concentrazioni controllate, scatena una cascata di reazioni biochimiche positive, la cui azione antinfiammatoria e analgesica: modula le citochine (riducendo quelle pro-infiammatorie e aumentando quelle antiinfiammatorie) e favorisce il rilascio di endorfine.

Non si può dimenticare un miglioramento del microcircolo: ottimizza il legame tra ossigeno e globuli rossi, aumentando l’apporto di ossigeno ai tessuti periferici e favorendo la rigenerazione.
Ma c’è anche l’effetto lipolitico: è in grado di scindere gli acidi grassi a catena lunga, utile sia in patologia che in medicina estetica (cellulite) e per finire l’azione antisettica: È un potente battericida, fungicida e virostatico, capace di distruggere le membrane dei patogeni.
Il campo d’azione principale è il trattamento dell’ernia del disco.
In circa l’85-90%dei casi, l’ozonoterapia può evitare il ricorso al bisturi.
La miscela di O2 e O3 agisce disidratando il nucleo polposo dell’ernia, riducendone il campo d’azione il volume e risolvendo il conflitto con la radice nervosa.
Oltre alla colonna vertebrale, la terapia è efficace per artropatie degenerative (artrosi); sindrome del tunnel carpale e fasciti plantari, per patologie reumatiche come l’artrite reumatoide e la fibromialgia, dove l’azione immunomodulante dell’ozono offre benefici sistemici.
Per il fisiatra l’ozono è un “alleato preparatorio” spesso, l’ozono sostituisce l’uso di farmaci antinfiammatori (FANS) e cortisonici, evitando gli effetti collaterali sistemici su stomaco, fegato e reni, un vantaggio enorme per i pazienti anziani o polipatologici.
La versatilità della terapia deriva dalle diverse modalità di applicazione previste dai protocolli SIOOT, ovvero le infiltrazioni (Intramuscolari, Intra-articolari, Sottocutanee): le più comuni per problemi ortopedici locali.
L’ossigenoozono terapia è considerata una delle metodiche più sicure in medicina, con rischi minimi se eseguita correttamente.
La ricerca non si ferma.
Sono in corso studi promettenti sull’efficacia dell’ozono nella medicina rigenerativa e persino nelle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer.
L’auspicio degli esperti è una sempre maggiore diffusione nelle strutture pubbliche e ospedaliere, affinché questa risorsa “naturale” (poiché l’ozono è prodotto anche dai nostri globuli bianchi per difenderci) diventi uno standard di cura accessibile a tutti, riducendo l’impatto della farmacologia tradizionale e della chirurgia invasiva.

A cura del Dott. Michel Mallard