La spalla congelata

Conosciuta anche come “capsulite adesiva”, non ha niente a che vedere con il freddo e il congelamento.
La spalla congelata è semplicemente l’infiammazione della capsula articolare che ne limita la mobilità in maniera progressiva, oltre ad essere dolorosa, impedisce al paziente anche il più semplice dei movimenti.

All’interno della capsula troviamo il liquido sinoviale, fondamentale per lubrificare le articolazioni, e i legamenti che la stabilizzano.
In caso di infiammazioni, questi tessuti diventano più spessi, per poi “attaccarsi” fra loro, riducendo la funzionalità della spalla, che di conseguenza si blocca e si irrigidisce, proprio come se fosse arrugginita.
Il dolore si avverte se il movimento è fatto sia in autonomia, che con l’aiuto del medico o fisioterapista; inoltre tende a peggiorare se non si pone rimedio.

Le cause possono essere di differenti tipi, anche se talvolta la malattia compare senza spiegazioni apparenti.
Può ad esempio dipendere da una immobilità troppo lunga, magari in seguito a ricovero in ospedale, o più semplicemente da un trauma, o una frattura.
Certamente più la spalla resta ferma maggiore è il rischio di ritrovarsi con la capsulite adesiva.
Attenzione anche alle malattie metaboliche come il diabete, in grado di provocare uno stato di infiammazione generale, il morbo di Parkinson e le malattie cardiache.
Ma se il perché del problema non è ancora molto chiaro, lo è il fatto che questa malattie colpisce più le donne che gli uomini, e in modo particolare quelle tra i 40 e i 60 anni.
Anche in questo caso ci sono fattori che danno riscontro a ipotesi, come quella di portare le borse della spesa, tenendo il braccio a 90 gradi.
In questa situazione la figura del fisioterapista gioca un ruolo essenziale con l’obiettivo di ridurre il dolore e ripristinare la mobilità.
Accanto alla terapia manuale, agli esercizi di streching e rinforzo muscolare, il medico può anche prescrivere ultrasoni, tecarterappia, o altre terapie per consentire al paziente di ritornare regolarmente alle proprie attività quotidiane.

A cura del Dott. Massimiliano Prenna