Estate e salute delle vie urinarie: come proteggere reni e vescica dal caldo

L’estate porta con sé sole, vacanze e un diffuso desiderio di relax, ma per il nostro apparato urinario rappresenta spesso il periodo dell’anno più delicato. L’aumento delle temperature e i cambiamenti nelle abitudini quotidiane creano infatti un terreno fertile per piccoli e grandi disturbi che rischiano di rovinare le vacanze, dalle dolorose coliche renali alle fastidiose infezioni, fino alla cistite nella donna ed alla prostatite nell’uomo.

Capire perché il caldo influenzi così tanto questi organi è il primo passo per proteggersi in modo semplice ed efficace. Il problema principale è legato alla disidratazione. Quando il clima si fa torrido, il corpo si difende sudando molto di più per mantenere la temperatura corretta. Se non introduciamo liquidi a sufficienza per compensare questa perdita, il volume dei liquidi corporei si riduce e i reni sono costretti a fare gli “straordinari”, concentrando al massimo le urine per trattenere l’acqua preziosa.

Questo meccanismo, purtroppo, ha un effetto collaterale: l’urina diventa densa e ricca di sali minerali come il calcio e l’acido urico. Quando questi sali sono troppo concentrati, tendono a precipitare e ad aggregarsi, formando prima una sottile sabbiolina, poi renella e poi veri e propri calcoli. Non è un caso, infatti, che i reparti di urologia e i pronti soccorsi registrino un netto picco di coliche renali proprio nei mesi estivi, causate dal passaggio di questi piccoli sassi lungo le vie urinarie. Parallelamente, il caldo e le abitudini da spiaggia favoriscono l’insorgere delle infezioni delle vie urinarie, prima fra tutte la cistite, che colpisce in particolar modo le donne. Passare molte ore con il costume da bagno umido addosso, ad esempio, crea un microclima caldo-umido perfetto per la proliferazione dei batteri intestinali, come l’Escherichia coli, che passano in vescica dal colon tramite le vie linfatiche. Anche gli sbalzi di temperatura dovuti all’aria condizionata forte e la stipsi, spesso causata dai viaggi e dai cambi di alimentazione, alterano l’equilibrio della flora batterica e riducono le difese immunitarie locali, rendendoci più vulnerabili. Negli anziani o in chi ha già una funzionalità renale delicata, la disidratazione estiva può persino causare un temporaneo affaticamento dei reni, che non ricevono abbastanza sangue per filtrare le scorie come dovrebbero. Per evitare questi scenari, la prevenzione è fortunatamente alla portata di tutti e si basa su gesti quotidiani molto semplici. La regola d’oro è bere acqua in modo strategico, senza aspettare che compaia lo stimolo della sete, che è già un segnale di iniziale carenza idrica. L’obiettivo ideale è di almeno due litri di acqua al giorno, da aumentare se si fa movimento o se si passa molto tempo al sole. Un ottimo indicatore del nostro stato di idratazione è il colore delle urine: se sono chiare e trasparenti significa che stiamo bevendo a sufficienza; se appaiono scure o ambrate, è un invito esplicito a bere subito un paio di bicchieri d’acqua. A tavola è utile limitare i cibi troppo salati, gli insaccati e l’eccesso di carne, cibi piccanti, fritti, eccessivo uso di dolci e succhi zuccherati che appesantiscono il lavoro dei reni e favoriscono lo sviluppo di infezioni, preferendo frutta e verdura fresche, yogurt o kefir naturalmente ricchi di acqua e di preziosi minerali che contrastano la formazione dei calcoli. Infine, per quanto riguarda l’igiene in vacanza, l’ideale è cambiare il costume bagnato dopo il bagno, scegliere indumenti in cotone traspirante ed evitare di trattenere l’urina troppo a lungo, lasciando che la vescica si svuoti regolarmente per impedire ai batteri di ristagnare e moltiplicarsi. Con queste piccole attenzioni, reni e vescica potranno affrontare l’estate in perfetta salute, permettendoci di godere appieno del meritato riposo.

A cura del Dott. Giacomo Tucci Urologo