Il viaggio del farmaco nel nostro organismo si svolge a tappe, la cui durata dipende dalla formulazione e dal tipo di somministrazione. Il percorso del farmaco dalla somministrazione all'eliminazione segue quattro precise fasi: assorbimento, distribuzione, metabolismo e eliminazione
Assorbimento: è il processo che porta il principio attivo nel sangue. I farmaci somministrati per via endovenosa entrano subito in circolo, quelli dati in modo sottocutaneo o intramuscolo, impiegano dai 10 ai 60 minuti per entrare in circolo. I farmaci invece presi in via inalatoria sono assorbiti in pochissimi minuti. Infine, i farmaci assunti per bocca possono essere assorbiti nel giro di 30-60 minuti (se ad esempio sono in soluzione come lo sciroppo, ne possono bastare 10).
Distribuzione: una volta arrivati nel sangue, i farmaci impiegano pochi minuti per raggiungere l'organo bersaglio, dove esercitano la loro azione.
Metabolismo: i farmaci sono poi degradati dagli enzimi del fegato.
Eliminazione: avviene per lo più attraverso le urine, se il farmaco è metabolizzato nei reni, oppure con le feci se è metabolizzato nel fegato, e quindi escreto nella bile. In misura minore i farmaci sono espulsi attraverso i polmoni, saliva, sudore, o capelli.
La velocità con cui si arriva all'eliminazione è decisiva per la cura: l'emivita, ovvero il tempo entro cui si dimezza la concentrazione del farmaco nel sangue, che dà la misura di quanto dura il suo viaggio nell'organismo, è l'elemento chiave per decidere ogni quanto prendere le medicine e quanto far durare la terapia.
Cibo e bevande possono interagire
La permanenza in circolo di un farmaco dipende da quanto rapidamente viene riconosciuto dall'organo del fegato e dei reni, ma anche dalle eventuali interazioni con altri medicinali o con cibi e bevande, da conoscere per non esporsi a eventi avversi e per evitare che la cura non funzioni. Le interazioni accorciano o allungano la vita delle molecole, riducendone o aumentandone l'azione, e gli esempi ne sono tanti: dal succo di pompelmo che inibisce un enzima, contribuendo a eliminare farmaci come statine, antiaritmici e antipertensivi, così crescono le concentrazioni dei medicinali in circolo, e il rischio che provochino effetti collaterali. Il calcio dei latticini invece si lega agli antibiotici tetraciclene e ne riducono l'effetto.
Anche i farmaci inquinano
Le medicine hanno un impatto anche sugli organismi che incontrano nell'ambiente, dopo essere finiti nelle acque reflue degli scarichi. I medicinali non muoiono ma non sappiamo ancora con certezza che effetti abbiano sugli ecosistemi, come si modificano e che impatto abbiano sui microrganismi, o che cosa succede con i mix che inevitabilmente si creano. La consapevolezza è però cresciuta, e i dati di un primo studio condotto per valutare il rischio ambientale dei farmaci in Italia, che ha utilizzato i dati dell'Aifa e tenuto conto di parametri come la frequenza d'uso e la tossicità delle molecole. Su 90 medicinali, 13 sono risultati ad alto rischio.
A cura della Redazione

