Le onde d’urto focalizzate (Eswt) sono una terapia sicura ed efficace per molte forme di dolore e patologie muscoloscheletriche. Questa tipologia di onde sono impulsi acustici ad alta energia che vengono concentrati in un punto del tessuto per stimolare la riparazione e ridurre il dolore, rappresentano una delle tecnologie più efficaci per il trattamento di numerose patologie; spesso rimane come unica alternativa all’intervento chirurgico.
Sono terapie non invasive, ben tollerate e con evidenza clinica per specifiche tendinopatie, calcificazioni, fasciti, ritardi di consolidazione ossea, entesopatie e algodistrfia. Le due principali tecnologie più usate di generazione sono: Elettroidraulica e Piezoelettrica. Entrambe generano onde d’urto focalizzate, ma con differenze sostanziali in efficienza, precisione, profondità, tollerabilità e costi operativi.
Cosa sono e come funzionano?
Tecnologia piezoelettrica
I cristalli piezoceramici si deformano con un impulso elettrico e generano un’onda direttamente focalizzata; il fuoco è molto preciso e ripetibile, la sorgente è duratura e l’applica zione è generalmente meno dolorosa.
Adatto per trattamento delle strutture superficiali di piccoli dimensioni (entesopatie, tendiniti, fasciti).
Tecnologia elettroidraulica
Una scintilla in acqua crea una bolla che implode; l’onda viene riflessa da un riflettore verso il fuoco. Produce più energia per impulso e un volume focale più ampio. Efficace per problematiche superficiali, ma soprattutto utile per strutture profonde, voluminose o calcificazioni dense.
Cosa aspettarsi dal trattamento?
Meccanismo: le onde attivano processi di meccanotrasduzione (angiogenesi, proliferazione cellulare, modulazione del dolore, inversione di fase infiammatoria in fase riparatoria).
Durata e protocolli: spesso servono 3–5 sedute a intervalli settimanali; il medico adatta energia e numero di impulsi alla patologia.
Guida rapida: cosa considerare prima di scegliere Il problema di scelta rimane sempre un problema più difficile. Ecco i criteri principali da valutare:
1. Obiettivo terapeutico: precisione su un piccolo punto (es. trigger point), struttura superficiale o trattamento di calcificazioni o strutture profonde.
2. Tolleranza al dolore: pazienti sensibili preferiscono piezoelettrico.
3. Numero di sedute e costi: elettroidraulico prevede meno sedute per fatto di maggior impatto energetico sui tessuti però dipende dal volume della calcificazione o articolazione. Piezoelettrico è meno impegnativo per quanto tratta le lesioni superficiali e meno voluminosi ma potrebbe richiedere maggior numero di sedute.
Elenco delle indicazioni cliniche principali
Fascite plantare e sperone calcaneare — riduzione del dolore e miglioramento della funzione; spesso 3–5 sedute.
Tendinopatia calcifica della spalla — disgregazione delle calcificazioni e sollievo del dolore; utile sia per evitare interventi che per migliorare la mobilità. Sindrome della “spalla congelata” (capsulite adesiva).
Epicondilite laterale (gomito del tennista) — riduzione del dolore e recupero della forza di presa.
Tendinopatia achillea e tendinite rotulea — indicata per tendinopatie croniche non risolte con terapie conservative.
Pubalgia e tendinopatie dell’anca — utile in atleti con dolore inserzionale persistente. Altre patologie dolorose dell’anca.
Dolore miofasciale e trigger point — soprattutto con dispositivi a fuoco piccolo per precisione. Ritardi di consolidazione e pseudoartrosi, algodistrofia — onde focali ad alta energia possono stimolare la guarigione ossea.
Ulcere cutanee e lesioni croniche — promozione della neo‑vascolarizzazione e rigenerazione tissutale in casi selezionati.
Patologie uro-genitali maschili e femminili
Rischi, limiti e consigli pratici
Il trattamento con onde d’urto focalizzate è un trattamento estremamente sicuro se usato correttamente. Dolore transitorio durante trattamento: unico fenomeno spiacevole.
Limitazioni: la scelta di questa tecnologia influisce sui risultati. Ma non tutti i centri medici offrono questo servizio ecografico così specifico.
Consiglio pratico: Consiglio pratico: chiedere sempre se il centro usa onde d ‘urto con controllo ecografico e che tipo di generatore hanno.
A cura del Dott. Gomelya Valery Fisioterapista e massofisioterapista

