Effetti cutanei della radioterapia

Approssimativamente il 50% di pazienti con diagnosi di malattia oncoematologica eseguirà un trattamento radiante in qualche fase della storia naturale della malattia. La moderna radioterapia, profondamente migliorata dal progresso tecnologico nella capacità di definizione del target e di erogazione di dosi più elevate con maggior risparmio degli organi sani in prossimità del volume bersaglio, è parte fondamentale del trattamento conservativo dei tumori della mammella e rappresenta la principale risorsa terapeutica non chirurgica nel trattamento delle neoplasie prostatiche, polmonari o della regione della testa e del collo.

Approssimativamente il 50% di pazienti con diagnosi di malattia oncoematologica eseguirà un trattamento radiante in qualche fase della storia naturale della malattia. La moderna radioterapia, profondamente migliorata dal progresso tecnologico nella capacità di definizione del target e di erogazione di dosi più elevate con maggior risparmio degli organi sani in prossimità del volume bersaglio, è parte fondamentale del trattamento conservativo dei tumori della mammella e rappresenta la principale risorsa terapeutica non chirurgica nel trattamento delle neoplasie prostatiche, polmonari o della regione della testa e del collo.
Effetti collaterali La tossicità cutanea è l’effetto collaterale più frequente di un trattamento radioterapico soprattutto nel caso in cui la radioterapia è impiegata con intento radicale, come risorsa terapeutica esclusiva o integrata in diverse modalità (postoperatoria, preoperatoria o intraoperatoria) con la chirurgia o con una terapia antiblastica sistemica. Nonostante la moderna radioterapia utilizzi fasci di fotoni ad alta energia con build up che minimizza l’esposizione della superficie cutanea, più dell’80% dei pazienti, nelle varie casistiche, può sperimentare un qualche grado di effetto cutaneo acuto o tardivo delle radiazioni ionizzanti. L’irradiazione della cute determina un complesso pattern di eventi che provoca sia un danno tissutale diretto sia il reclutamento di cellule dell’infiammazione, con danneggiamento dello strato basale dell’epidermide e delle cellule endoteliali insieme ad una riduzione delle cellule di Langerhans. La tossicità cutanea radio-indotta è uno degli effetti delle radiazioni ionizzanti per cui è possibile identificare una fase acuta, che compare durante il corso del trattamento radioterapico e può perdurare per alcune settimane dopo la fine della radioterapia (fino ad un massimo di due o tre mesi), ed una fase tardiva che può presentarsi dopo mesi o anni dall’irradiazione.
Fattori di rischio La severità delle reazioni cutanee è influenzata da una serie di fattori correlati al trattamento e al paziente. Fra i fattori correlati al trattamento radioterapico sono da tenere in considerazione la sede del trattamento, la dose totale, il tipo di frazionamento, il tempo complessivo del trattamento, il volume bersaglio, la superficie cutanea compresa nei vari campi di irradiazione, la tecnica radioterapica, il tipo di radiazione ionizzante impiegata e l’energia del fascio radiante, l’eventuale associazione con la chemioterapia.
Fattori correlati al paziente Il fumo, la malnutrizione, la perdita di integrità della superficie cutanea, un eventuale pregresso danno attinico, l’obesità sono stati identificati come fattori capaci di influenzare la severità della manifestazioni cutanee.
Early reactions Gli effetti cutanei precoci indotti dall’irradiazione comprendono uno spettro di manifestazioni cliniche che, partendo dall’eritema - attraverso la desquamazione secca e l’epiteliolisi umida - può arrivare, in casi estremi e fortunatamente rari, all’ulcerazione cutanea. Un eritema, generalmente transitorio e spesso impercettibile, può comparire dopo una seduta di radioterapia e risolversi entro poche ore o giorni. Può comparire, fra la seconda e la quarta settimana di trattamento radiante, un quadro di eritema più duraturo ed evidente, a volte pruriginoso, mentre dalla terza alla sesta settimana di trattamento, la riduzione del numero di cellule staminali dello strato basale dell’epidermide nell’area irradiata può determinare la comparsa di desquamazione secca pruriginosa.

Trattamenti profilattici L’esperienza clinica e i dati suggeriscono l’uso di emulsioni idratanti ed emollienti nelle sedi irradiate per mantenere ottimali il trofismo e l’integrità della cute radio-esposta. Pochi accorgimenti topici mirati e competenti possono evitare pressocché del tutto le radiodermiti acute e prevenire quelle a distanza. È fortemente consigliabile non esporre al sole diretto l’area trattata dalla radioterapia. Una pelle robusta e protetta può supportare l’insulto radiante senza danneggiarsi, pertanto una vigilanza dermatologica costante durante la radioterapia può evitare che questa pratica terapeutica sia gravata da fastidiose sequele cutanee. Il trattamento dermatologico va iniziato fin dal momento della prima visita o della TAC di centraggio e protratto per tutta la durata del ciclo radioterapico ed oltre (almeno 15 giorni). È opportuno scegliere un prodotto leggero e di facile assorbimento, i cui agenti funzionali siano inseriti in una base estremamente fisiologica in grado di evitare emulsionanti, profumi e conservanti, con lo scopo di implementare il film idrolipidico cutaneo e diminuire la perdita di acqua trans-epidermica.
La Calendula pare aiutare una riduzione statisticamente significativa del tasso di incidenza di tossicità cutanea, unitamente all’Olio di Mandorle Dolci, l’Olio di Semi di Girasole e la Vit. E Una cute irradiata. necessita di prodotti di detersione estremamente delicati, a pH compatibile, senza parabeni né altri conservanti, senza LSL, assolutamente privi di profumi, alcoli di fenolo o mentolo che potrebbero peggiorare il già delicato equilibrio cutaneo.